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La Negative SEO esiste… 1/3

L’ Ottimizzazione di un sito web  nei  motori di ricerca sappiamo che può essere fatta sia on site che off-page ed è fondamentale per raggiungere una buona posizione nella SERP di Google o di qualunque altro motore di ricerca.

Esistente un attività parallela all’ottimizzazione che è la Negative SEO, la quale consiste nel mettere in pratica azioni (scorrette) mirate a danneggiare un Sito Web nei motori di ricerca.

La concorrenza sleale è attualmente una realtà molto spesso messa in pratica dai “furbetti del web” e questa non è certo una novità. con il nuovo aggiornamento Penguin, Google ha alzato il cosiddetto polverone  vista l’importanza che l’algoritmo attribuisce al backlinking penalizzando “SEO Spam” e link innaturali. L’ultimo aggiornamento ha preso di mira anche in modo aggressivo molti siti che avevano back-link site-wide così come quelli che avevano link non naturali, link inseriti nei forum o nei commenti dei blog di tipo to do follow.
Google, attraverso le parole di Matt Cutts negava inizialmente che questo nuovo algoritmo poneva in essere azioni efficaci di negative SEO.
Matt Cutts, infatti, rassicurava tutti affermando che Google Pinguin era in grado di capire se un link fosse o meno naturale e di attribuirgli il giusto valore, o addirittura non considerandolo affatto.
Ma alcune segnalazioni e casi eclatanti lo hanno costretto a ritrattare.

LE PRINCIPALI TECNICHE DI NEGATIVE SEO CONOSCIUTE

  • Acquistare un elevato numero link di bassa qualità;
  • Duplicare “n” volte il sito o le pagine interne del sito;
  • Bucare/Hackerare il sito;
  • Bucare il GWT/profili social;
  • Manipolare i controlli antispam (DMCA’s/spamhaus etc);
  • Cancellare/sostituire Link.

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